Erich Fromm

Erich Pinchas Fromm nasce il 23 marzo 1900 a Francoforte sul Meno (Germania). La sua famiglia è di origini ebraiche (il padre è un ricco commerciante di vini israelita) e molta importanza avrà sulla sua formazione il rigido ambiente religioso in cui cresce. Erich Fromm consegue nel 1922 la laurea in filosofia ad Heidelberg; la sua tesi si intitola “Sulla funzione sociologica della legge ebraica nella Diaspora”. Fromm in questo trattato propone una ricostruzione sociologica delle origini della diaspora, del rabbinismo, dei rapporti con il cristianesimo concentrando la sua analisi su alcuni momenti della storia religiosa che ritiene esemplari. Negli anni ’70, sull’onda del successo delle sue pubblicazioni, anche la tesi verrà data alle stampe.

In seguito studia psicanalisi a Monaco svolgendo anche attività di psicanalista presso l’Istituto psicanalitico di Berlino e di Francoforte. Non si laurea in medicina, ma inizia a praticare la psicoanalisi nel 1925, divenendo presto famoso. Dal 1929 al 1932 è assistente nell’Università di Francoforte. Il 16 giugno 1926, si unisce in matrimonio con Frieda Fromm-Reichmann, da cui si separerà cinque anni più tardi (1931).

Al 1930 risale la prima tesi di Fromm sulla funzione delle religioni, la quale viene pubblicata su “Imago”, una rivista edita da Sigmund Freud.

Invitato all’Istiituto di psicoanalisi di Chicago, Fromm visita gli Stati Uniti nel 1933. L’anno seguente per opposizione al nazismo, lascia la Germania per stabilirsi permanentemente negli Stati Uniti; dal 25 maggio 1940 diventerà cittadino americano. Erich Fromm tiene lezioni all’Università di Columbia dal 1934 al 1939, poi in altre università americane.

Il 24 luglio 1944 sposa Henny Gurland; la moglie si ammala nel 1948 e muore soltanto quattro anni dopo, il 4 giugno 1952. Non passano due anni che si unisce in matrimonio per la terza volta, il 18 dicembre 1953, con Annis Glove Freeman.

Nel 1950 si trasferisce in Messico dove diviene professore del dipartimento di psicanalisi dell’Università nazionale del Messico (dal 1951). Quattro anni più tardi (1955) è nominato Direttore del dipartimento di psicologia della stessa Università del Messico e ha il compito di dirigere l’addestramento di psicoanalisi e di psichiatria. Infine nel 1962 diventa titolare di una cattedra di psichiatria a New York.

All’inizio degli anni ’60 pubblica due libri sul pensiero di Marx: “Il concetto di Uomo in Marx” e “Oltre le catene dell’illusione: il mio incontro con Marx e Freud”.

Per alcuni anni Fromm è molto attivo politicamente. Iscritto al Partito Socialista Americano a metà degli anni ’50, dà il suo contributo per contrastare il fenomeno del maccartismo di quegli anni. A questo periodo risale l’articolo “Potrà l’uomo prevalere? Un’indagine sui fatti e le finzioni della politica estera” (1961). Uno dei maggiori interessi politici di Fromm era rivolto al movimento pacifista internazionale, e nella lotta contro gli armamenti nucleari ed il coinvolgimento statunitense nella guerra in Vietnam.

Nel 1974 parte per la Svizzera, a Muralto: Erich Fromm muore a Locarno il 18 marzo 1980 cinque, pochi giorni prima di compiere ottanta anni.

Considerato uno dei maggiori rappresentanti della psicologia post-freudiana, la posizione propositiva di Erich Fromm è stata definita “Socialismo umanistico” (o Umanesimo Normativo).

Tra le conclusioni eterodosse rispetto alla dottrina freudiana, si evidenzia in Fromm la tesi espressa e sostenuta in “Psicoanalisi della società contemporanea”, secondo la quale una intera società può essere malata.

Freud ha lungamente cercato l’origine dei traumi che rendono la vita delle persone un continuo ripetere eventi dolorosi immodificabili. Inizialmente li riteneva accaduti durante la prima infanzia, mentre successivamente le sue riflessioni si rivolgono alla storia dell’umanità per rintracciare antichi avvenimenti traumatici. Fromm invece sottolinea il ruolo che l’ambiente può giocare all’interno dello sviluppo della malattia psichica individuale, quindi come una società malata possa condizionare e portare alla malattia individui che nascono sani.

Il culmine della filosofia politica e sociale di Fromm si trova nel suo “La società sana”, pubblicato nel 1955.